mercoledì 21 maggio 2008

Fotografia notturna

articolo tratto da nn mi ricordo dove

Cosa possiamo fotografare

Il bello della notturna è che si può dare sfogo alla creatività , si lavora in totale considerazione della quarta dimensione; il tempo diviene il padrone e ne detta il risultato finale.
Il soggetto può essere qualsiasi cosa che emetta della luce, sia diretta che riflessa. Una città piena di grattacieli, un'area industriale, un porto, una paesello arroccato sul mare... sono classici soggetti urbani che riscuotono grandi successi. Oppure possiamo spostarci in montagna, dove la luce la dobbiamo ricercare nella natura; se noi la sapremo cogliere, luna e stelle ce ne forniranno a volontà . E proprio su questo ambiente voglio dare qualche consiglio.

Attrezzatura:
Cosa serve? beh, innanzitutto la faccio breve e parlo "al digitale" anche se i concetti sono estendibili anche ai sistemi tradizionali.
La fotocamera: Necessariamente la fotocamera deve essere di tipo Reflex, questo perchè sono le uniche che permettono pose lunghe anche di diversi minuti, ma soprattutto hanno una qualità superiore a livello di rumore ad alte sensibilità .
Obbiettivo: Chiaramente come nella fotografia "diurna" l'obbiettivo va scelto in base al tipo di inquadratura che si vuole ottenere, ma in linea generale per ottenere risultati migliori (il perchè lo si vedrà poi) più la focale è corta e meglio è. Paradossalmente la luminosità è un parametro che ho trovato meno vincolante! Personalmente uso due obbiettivi, il Canon 15 mm Fisheye e il Canon 17-40 F4 L.
Cavalletto: Fondamentale, deve essere abbastanza solido da evitare vibrazioni o movimenti lenti durante la foto.
Accessori: Indispensabile lo scatto flessibile e utilissima (anche per lo scatto) una lampada frontale.

Quando fotografare:
Suppongo che dire "di notte" è abbastanza scontato... l'orario preciso dipende da diversi fattori che possono vincolarlo. Se si vuole o non si vuole includere la luna bisogna sottostare al suo volere come presenza e come posizione. Per fortuna essa è abbastanza abitudinaria e quindi piuttosto prevedibile!
Possiamo poi decidere se dargli qualche tocco di alba/tramonto all'immagine, allora questo ci vincola ad orari in base alla stagione; in estate alle 23 potreste trovare ancora della luminosità solare residua, mentre alle 4 già inizia ad albeggiare.
La stagione poi conta relativamente, in ogni modo in inverno ci saranno più probabilità di trovare giornate limpide, ma anche di fare una foto di 8 ore causa assideramento del fotografo. La neve normalmente aiuta a dare un tocco di luminosità alla scena (e un tocco di fatica in più alla salita).

Comporre l'inquadratura:
Sostanzialmente le regole dell'inquadratura rimangono invariate, la fondamentale legge dei terzi che da sempre dona ricchezza prosperità all'umanità è sempre valida, così come il terribile orizzonte storto che ha mietuto molte vittime è sempre da evitare.
Però dobbiamo introdurre un fattore in più da tenere presente, la foto che andremo a fare durerà da una decina di secondi a molti minuti e quindi bisogna capire cosa accade durante quel tempo.
Che la terra non è piatta suppongo di poterlo dare per scontato, così come do per scontato che voi sappiate che è lei a ruotare... ma detto questo, a soldoni diciamo che per comodità sono le stelle a muoversi, mentre noi rimaniamo immobili con il ditino sul pulsantino di scatto.
Questo moto è tutt'altro che trascurabile ed è la cosa che dà la caratteristica fondamentale alla nostra foto.
Tendenzialmente le foto è sempre meglio farle puntando verso Nord, questo per vari motivi:
- Più ci si avvicinerà verso la Stella Polare (Nord) la rotazione sarà meno percepibile e quindi sarà più facile fare scatti con stelle puntiformi.
- Nel caso di esposizioni molto lunghe con "strisciata" avere un centro di rotazione è sicuramente molto più accattivante esteticamente.
- Se si volesse includere la luna come fonte di illuminazione scattando verso Nord si avrà un'illuminazione più efficace.
Scelto il posto e posizionata la fotocamera, guarderete dentro e con vivo rammarico scoprirete che è tutto nero... e anche dopo essersi ricordati di togliere il tappo dell'obbiettivo, si vedrà ugualmente tutto nero! Il motivo è ovvio e se proprio non c'è un'illuminazione esagerata, difficilmente riuscirete a comporre l'inquadratura usando il mirino.
Un piccolo trucco è quello di scattare una foto impostando un valore di sensibilità elevatissimo, pochi secondi e otterrete una foto (brutta) ma che ben darà l'idea della composizione e del corretto fuoco.

Messa a fuoco:
Diciamo che paradossalmente è l'operazione che avreste dovuto fare in precedenza, perchè a questo punto vi sarete accorti che l'autofocus (a patto di non avere un illuminatore nucleare) non è in grado di focheggiare le montagne, troppo buio; e anche in manuale poco potrete fare visto che il mirino è tremendamente buio. A questo punto due metodi per risolvere il problema:
- Illuminare con una lampada un soggetto abbastanza contrastato (un tronco sottile...) che sia almeno a 20/30 m di distanza e vedere se l'autofucus sia in grado di agganciarlo.
- Prepararsi in precedenza, focheggiare sullo sfondo e poi passare in manuale senza toccare nulla, ideale è memorizzarsi la posizione sulla scala delle distanza dell'obbiettivo in modo da poter mettere a fuoco alla cieca anche nei scatti successvi.
Per verificare il successo dell'operazione, utilizzare il metodo sopradescritto della foto ad alta sensibilità.

Apertura:
Le regole valgono esattamente come sempre, più si apre più luce entra e più la PDC diminuisce. Quindi bisogna regolarsi a riguardo.
Attenzione però che diaframmi troppo aperti penalizzano il sistema "empirico" di messa a fuoco e quindi il successo della foto.
Per abitudine uso un diaframma f/4 per le foto con stelle puntiformi e f/8 per le strisciate.

Sensibilità:
La sensibilità dipende da cosa volete ottenere; se stelle puntiformi bisogna alzare notevolmente anche a 1000 iso, ovviamente con tutti i problemi derivanti dal maggiore rumore o pixel "pazzi". Se invece volete ottenere strisciate, allora 100 o 200 iso andranno benissimo.
La scelta va fatta empiricamente fino ad ottenere la massima sensibilità con una qualità accettabile.

Tempi:
Eccoci al momento dello scatto, con i tempi come regolarci?
Anche qua torna in scena il discorso stelle fisse o stelle con striscia, ma qua il discorso si complica perchè entrano in gioco altri fattori:
- La direzione di scatto, come già detto, verso nord la rotazione apparente è più lenta e quindi la strisciata apparirà più ridotta.
- La focale dell'obbiettivo, più la focale è corta, più la strisciata sarà breve. Dando per scontato che state fotografando verso Nord, due valori base che uso per avere le stelle "abbastanza" puntiformi sono:
Focale (35mm)

Tempo:
-15mm 70 sec
-17mm 65 sec
-28mm 50 sec
-35mm 45 sec
-50mm 35 sec
-300mm 15 sec

In questo modo avrete stelle generalmente puntiformi, magari non negli angoli, ma direi buone!
Ma se il vostro scopo è ottenere strisciate lunghe, allora armatevi di pazienza, chiudete il diaframma e attendete... almeno 5 minuti per ottenere delle strisciate significative, fino ad arrivare ad alcune ore!
Per i tempi particolarmente lunghi, teniamo presente che stiamo lavorando in digitale, e quindi le batterie sono alla base di tutto e le lunghe esposizioni e senza contare il freddo le mettono in ginocchio.
Altro inconveniente delle lunghe esposizioni è il rumore (elettronico) che si manifesta soprattutto ad alte sensibilità e consiste in una serie di puntini di vario colore sparsi uniformemente su tutta l'immagine... assomiglia molto ad un televisore sintonizzato male! Ad aggiungersi al rumore ci sono pure dei pixel che "impazziscono" diventando luminosissimi e fastidiosissimi e sono chiamati "Hot pixel". Molte fotocamere hanno una funzione per l'eliminazione, ma questi procedimenti implicano il raddoppio del tempo di posa. Se gli Hot Pixel non sono troppi, consiglio l'eliminazione in post produzione.

Click!

Siamo pronti, il dito ha sentenziato e l'otturatore aperto, il gioco ha inizio!
A questo punto se il cavalletto non cede, se non urtate la fotocamera e se non arriva un terremoto o un'invasione di cavallette (a volte non capiscono... e possono essere irresistibilmente attratte dal vostro cavalletto), potete iniziare a contare i secondi/minuti/ore di esposizione.
Ovviamente evitate di accendere riflettori o di passare davanti all'obbiettivo fumando una sigaretta (non ridete che me l'hanno fatto...), potete anche parlare, ma tenete le mani lontane dalla fotocamera.
Alla fine, se tutto è andato bene e i vostri calcoli sono giusti, nel display della fotocamera dovrebbe apparire un mondo nuovo dove la luce appare dal buio, un mondo tanto assurdo quanto simile alla realtà.

Nessun commento: